C’è chi arriva a Salina inseguendo un ricordo cinematografico, cercando quella casa rosa a strapiombo sul mare resa immortale da Massimo Troisi nel film “Il Postino”. E c’è chi invece sbarca qui per cercare altro: il silenzio, il verde rigoglioso che la distingue da tutte le altre Eolie e, soprattutto, i sapori unici della sua terra vulcanica.
Perché Salina è molto più di un set cinematografico. È l’isola dei contrasti gentili: due vulcani spenti (i “gemelli” che le davano l’antico nome Didyme) ricoperti da una fitta vegetazione, vigneti di Malvasia che scendono verso un mare blu cobalto e borghi eleganti dove il tempo sembra essersi fermato.
Se nel 2007 mi innamorai di quest’isola sulle tracce di Pablo Neruda, oggi vi invito a riscoprirla con occhi nuovi. Ecco la mia guida aggiornata al 2026 per vivere il meglio dell’Isola Verde, tra un calice di Malvasia DOC, un tuffo a Pollara e la quiete che è diventata il vero lusso del Mediterraneo.
Indice
Pollara: Il set a cielo aperto de “Il Postino”
La maggior parte delle scene più evocative del film sono state girate a Pollara, una piccola frazione del comune di Malfa. Arrivare qui è come fare un salto indietro nel tempo. Situata all’interno di un antico cratere vulcanico parzialmente sprofondato in mare, Pollara offre uno degli scenari più drammatici e affascinanti di tutta la Sicilia.
La famosa “Casa del Postino”
Per anni meta di pellegrinaggio cinematografico, la casa color rosa antico dove “viveva” il poeta Neruda (interpretato da Philippe Noiret) si trova proprio qui.


Aggiornamento importante (2026): La casa è una proprietà privata e, dopo anni di incertezze legali, nell’aprile del 2025 è stata definitivamente salvata dal rischio di demolizione grazie a una sentenza che ne ha riconosciuto il valore storico e culturale, inserendola tra i “Luoghi dell’Identità e della Memoria” della Regione Siciliana.
La spiaggia e “Le Balate”
La spiaggia dove Mario e Neruda passeggiavano nel film è cambiata nel corso degli anni a causa dell’erosione costiera del mare, che ha “inghiottito” gran parte della striscia di sabbia visibile nella pellicola del 1994.

Oggi si accede al mare attraverso le Balate, dei ricoveri per barche scavati nel tufo, circondati da una scogliera a strapiombo. È il luogo perfetto per sedersi, ascoltare il rumore del mare e aspettare uno dei tramonti più belli delle Eolie, con il sole che cala tra le sagome delle isole di Alicudi e Filicudi all’orizzonte.

Santa Marina Salina: Il cuore pulsante dell’isola
Se Pollara incarna l’anima silenziosa e cinematografica di Salina, Santa Marina ne rappresenta il volto più vivace ed elegante. Essendo il porto principale, è il primo saluto che l’isola offre ai viaggiatori ed è il luogo ideale dove tornare quando il sole cala.

Il centro della vita mondana si sviluppa lungo la Via Risorgimento, il corso pedonale che attraversa il paese. Passeggiare qui significa immergersi in un’atmosfera d’altri tempi, tra boutique di artigianato ricercato, ceramiche dipinte a mano e piccoli locali dove l’aperitivo diventa un rito.
A dominare la scena, proprio di fronte al mare, si erge la Chiesa di Santa Marina, inconfondibile con la sua facciata chiara e i due campanili gemelli che svettano eleganti, quasi a voler salutare chi arriva dal mare.

Lingua: Il laghetto salato
A soli 2 km a sud di Santa Marina sorge la piccola frazione di Lingua, un borgo di pescatori che è diventato una tappa gastronomica imprescindibile.
La passeggiata lungomare costeggia una spiaggia di ciottoli bagnata da un mare incredibilmente trasparente, protetto da scogliere artificiali che creano vere e proprie piscine naturali.

Ma Lingua è celebre soprattutto per Il Laghetto Salato: Un antico specchio d’acqua separato dal mare da una sottile striscia di terra, che un tempo serviva come salina (da qui il nome dell’isola!). Oggi è una riserva naturale dominata dal suggestivo Faro di Punta Lingua.
Qui, oltre al celebre laghetto salato che ha dato il nome all’isola, si trova il Museo Civico, che custodisce tesori archeologici ed etno-antropologici fondamentali per capire l’identità eoliana.
Leni e Rinella: Tra vulcani e sabbia nera
Spostandosi verso sud-ovest si incontra il comune di Leni, incastonato in una posizione panoramica tra i due monti gemelli dell’isola. Questa è forse la zona più autentica e rurale di Salina, dove il verde dei boschi si alterna ai vigneti di Malvasia che disegnano geometricamente il paesaggio.
Il cuore spirituale di quest’area batte nella frazione di Valdichiesa, dove sorge il suggestivo Santuario della Madonna del Terzito. Immerso nel silenzio della natura, questo luogo sacro è meta di pellegrinaggi da tutto l’arcipelago ed è anche il punto di partenza privilegiato per gli amanti del trekking: da qui iniziano infatti i sentieri che conducono alla vetta del Monte Fossa delle Felci, che con i suoi 962 metri è il tetto più alto delle Eolie.

Scendendo verso il mare si raggiunge invece il pittoresco borgo di pescatori di Rinella. La sua particolarità è la spiaggia: una mezzaluna di sabbia nera vulcanica – l’unica dell’isola, preziosa per chi preferisce evitare i sassi – incorniciata da caratteristiche grotte scavate nella roccia che un tempo servivano da ricovero per le barche. Rinella è anche il secondo porto dell’isola, offrendo un’alternativa comoda e tranquilla per l’arrivo in aliscafo.
I Sapori di Salina: Malvasia e Capperi
Salina non è solo cinema, è anche l’isola più fertile delle Eolie, famosa per due eccellenze gastronomiche riconosciute a livello mondiale.
La Malvasia delle Lipari DOC
Definita il “nettare degli dei”, la Malvasia è un vino passito dolce, dal colore ambrato e dal profumo intenso di albicocca e miele. È un prodotto raro perché la produzione è limitata ai pochi ettari di vigneti eroici coltivati sulle isole (che in totale coprono solo 115 km²).

Oggi la Malvasia delle Lipari DOC è un prodotto di nicchia e i prezzi possono variare molto in base a cantina, formato e tipologia (spesso 37,5 cl o 50 cl). In enoteca e online si trovano comunemente bottiglie intorno ai 20–40 euro, mentre alcune etichette/selezioni possono salire oltre.
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Il Cappero di Salina (Presidio Slow Food)
L’altro oro verde dell’isola è il cappero. Se visitate Salina tra maggio e agosto, vedrete i cespugli fioriti ovunque: un’esplosione di fiori bianco-rosati bellissimi (che sono in realtà capperi non colti che sono sbocciati!).


Il Cappero delle Eolie DOP è unico per la sua consistenza e profumo.
Nota per il viaggiatore consapevole: Sebbene sia tentante raccoglierli come facevamo noi turisti “ingenui” un tempo, ricordate che la maggior parte delle piante si trova su terreni privati o coltivati. È molto meglio acquistarli dai produttori locali già lavorati: vengono conservati rigorosamente sotto sale marino (mai sott’aceto!) e sono il souvenir perfetto per portare a casa il sapore del mare siciliano.
Vuoi vivere un’esperienza autentica? Invece di limitarti ad acquistarli, puoi immergerti nella cultura locale prenotando un tour guidato. Ti consiglio la Salina Capers Experience (clicca qui per dettagli e prenotazioni), dove potrai visitare i campi, scoprire i segreti della lavorazione e goderti una degustazione indimenticabile al tramonto.
Informazioni Pratiche per la visita a Salina
Come arrivare
Salina è ben collegata ed è facilmente raggiungibile via mare, sia per chi vuole soggiornarvi sia per chi preferisce una visita in giornata.
- Traghetti e Aliscafi di linea: Il porto principale di partenza dalla Sicilia è Milazzo, con corse frequenti tutto l’anno (circa 1h 30m di aliscafo). In estate sono attivi anche collegamenti diretti da Messina, Palermo e Napoli. I porti di arrivo sull’isola sono due: Santa Marina Salina e Rinella. Controlla qui orari e prezzi aggiornati dei traghetti per le Eolie
- Escursioni in barca giornaliere: Se hai poco tempo o soggiorni altrove, puoi optare per un comodo tour in barca in giornata.
- Dalle altre isole: Ci sono minicrociere giornaliere in partenza da Lipari o Vulcano che fanno tappa a Salina.
- Dalla terraferma: In alta stagione partono escursioni organizzate anche da Milazzo, Cefalù, Tropea (Calabria) e Capo d’Orlando. Queste gite permettono solitamente di fare il bagno a Pollara e una sosta libera per visitare i borghi.
Dove dormire
Salina offre diverse soluzioni, dai B&B a gestione familiare agli hotel boutique. Per un’esperienza immersiva, cercate strutture a Malfa o Pollara.
Come muoversi
L’isola è abbastanza grande e, a differenza di Panarea o Alicudi, ha strade vere e proprie.

La soluzione migliore è noleggiare uno scooter o una macchina direttamente al porto, oppure utilizzare l’ottimo servizio di autobus locale (CITIS) che collega i vari comuni (Santa Marina, Malfa e Leni).
Leggi anche: Viaggiare in Sicilia senza auto: Guida onesta su cosa è possibile (e cosa no)
E tu, sei mai stato a Salina? Hai assaggiato la vera granita ai fichi o passeggiato sui luoghi del film? Raccontacelo nei commenti!

